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Author: |
Serena Penni |
Created: |
11/12/2008 15.34 |
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Parliamo di... |
By Serena Penni on
20/06/2011 18.40
Salve a tutti,
come avete visto, non mi sono fatta viva per un pezzo. Che dire.... Sono stata impegnata con la tesi di dottorato e con il secondo romanzo (ormai, sono alle ultimissime revisioni). Poi ci sono state di mezzo altre cose, meno letterarie. Oggi però sono proprio le parole di uno che si firma luca e che ha fatto un commento a un mio precedente post a riportarmi a voi. Guardate un po':
Noto con estremo piacere che hai smesso di aggiornare questo banalissimo blog.
Tutta la Rete ti dice grazie.
E' proprio per fare dispetto a luca che stasera voglio scrivere un po'. Ma poi.... chi sarà questo luca? non sarà mica la stessa persona che, commentando il post precedente, si firma genoveffa? Perché il tono acido è lo stesso.
Read More »
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By Serena Penni on
20/06/2011 18.40
Salve a tutti,
come avete visto, non mi sono fatta viva per un pezzo. Che dire.... Sono stata impegnata con la tesi di dottorato e con il secondo romanzo (ormai, sono alle ultimissime revisioni). Poi ci sono state di mezzo altre cose, meno letterarie. Oggi però sono proprio le parole di uno che si firma luca e che ha fatto un commento a un mio precedente post a riportarmi a voi. Guardate un po':
Noto con estremo piacere che hai smesso di aggiornare questo banalissimo blog.
Tutta la Rete ti dice grazie.
E' proprio per fare dispetto a luca che stasera voglio scrivere un po'. Ma poi.... chi sarà questo luca? non sarà mica la stessa persona che, commentando il post precedente, si firma genoveffa? Perché il tono acido è lo stesso.
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By Serena Penni on
10/10/2010 12.17
Bon jour à tout le monde!
Come state? Io tutto benissimo ma in questa domenica soleggiata, chissà perché, mi piacerebbe essere a Parigi, in un bar a fare colazione con un croissant, un caffé lungo da riempire di zollette di zucchero e magari un succo d'arancia.
Invece sono a Firenze, ma va bene lo stesso .
Continuo a scrivere racconti più o meno tragici e a fare lunghe chiacchierate con la mia dolcissima gatta. Lei sta per discutere una tesi di dottorato in semiotica felina, vi terrò informati.
Ieri ho cucinato 3kg di zucca: che vi devo dire, i cibi arancioni mi danno allegria e fiducia nel futuro (ognuno si droga come può).
Adesso vi saluto, vado a bere un succo di carota!
Baci e fusa!
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By Serena Penni on
10/10/2010 12.17
Bon jour à tout le monde!
Come state? Io tutto benissimo ma in questa domenica soleggiata, chissà perché, mi piacerebbe essere a Parigi, in un bar a fare colazione con un croissant, un caffé lungo da riempire di zollette di zucchero e magari un succo d'arancia.
Invece sono a Firenze, ma va bene lo stesso .
Continuo a scrivere racconti più o meno tragici e a fare lunghe chiacchierate con la mia dolcissima gatta. Lei sta per discutere una tesi di dottorato in semiotica felina, vi terrò informati.
Ieri ho cucinato 3kg di zucca: che vi devo dire, i cibi arancioni mi danno allegria e fiducia nel futuro (ognuno si droga come può).
Adesso vi saluto, vado a bere un succo di carota!
Baci e fusa!
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By Serena Penni on
18/08/2010 14.35
Lo so, lo so. Che blog è quello in cui si scrive una volta ogni tre mesi? Eppure, il bello di avere un blog è proprio che uno, sul suo blog, può fare come gli pare! E allora rieccomi a voi, di ritorno da una vacanza parigino-londinese. Volevo raccontarvi un piccolo episodio avvenuto per l'appunto nel capolougo britannico. Stazione di Piccadilly circus. Tutto molto inglese. Uomini e donne dai colori nordici che corrono assecondando il ritmo di una frenesia, paradossalmente, ordinata e composta. Ragazzi con i cappellini con il simbolo di qualche squadra di qualcosa che parlano in modo (a me) allegramente incomprensibile bevendo birra o coca cola. Treni che arrivano a distanza di uno, massimo due minuti uno dall'altro (e come ci si abitua alla svelta.... Quando devi aspettare, per caso, quattro minuti, ti innervosisci....), voci registrate che si preoccupano per la tua incolimità e ti pregano di non sfracellarti inciampando sui binari. E pensi che è bello evadere, essere lontani da casa, almeno per un po'. In un paese straniero, con usi e costumi diversi da quelli italiani. Poi, a un tratto, la voce registrata smette di dire "maind the gap", e un'altra voce riempie la stazione. "Luigi, non ti preoccupare, la mamma ti vuole bene e adesso ti trova. Non ti spaventare, rimani dove sei". Per un attimo, ti chiedi se stai sognando. Se magari qualcuno ha sciolto qualcosa in quello che hai bevuto (vecchia leggenda metropolitana, credo). Ma poi la voce riprende: "Luigi, non piangere, adesso la mamma ti viene a prendere". Ti tiri un pizzicotto ma non ti svegli. E allora ti rendi conto che in realtà è impossibile fuggire: la mamma italiana, incurante di qualunque sovrastruttura socio-culturale, di qualunque usanza, di qualunque differenza di lingua, riuscirà sempre a farsi sentire. Forse persino in Tibet...
Tanti saluti a tutti e un po' di fusa da Nora.
P.S. Se la mamma del piccolo Luigi dovesse leggere questo blog, mi faccia sapere se ha poi ritrovato il suo frugoletto, ne sarei curiosa!
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By Serena Penni on
18/08/2010 14.35
Lo so, lo so. Che blog è quello in cui si scrive una volta ogni tre mesi? Eppure, il bello di avere un blog è proprio che uno, sul suo blog, può fare come gli pare! E allora rieccomi a voi, di ritorno da una vacanza parigino-londinese. Volevo raccontarvi un piccolo episodio avvenuto per l'appunto nel capolougo britannico. Stazione di Piccadilly circus. Tutto molto inglese. Uomini e donne dai colori nordici che corrono assecondando il ritmo di una frenesia, paradossalmente, ordinata e composta. Ragazzi con i cappellini con il simbolo di qualche squadra di qualcosa che parlano in modo (a me) allegramente incomprensibile bevendo birra o coca cola. Treni che arrivano a distanza di uno, massimo due minuti uno dall'altro (e come ci si abitua alla svelta.... Quando devi aspettare, per caso, quattro minuti, ti innervosisci....), voci registrate che si preoccupano per la tua incolimità e ti pregano di non sfracellarti inciampando sui binari. E pensi che è bello evadere, essere lontani da casa, almeno per un po'. In un paese straniero, con usi e costumi diversi da quelli italiani. Poi, a un tratto, la voce registrata smette di dire "maind the gap", e un'altra voce riempie la stazione. "Luigi, non ti preoccupare, la mamma ti vuole bene e adesso ti trova. Non ti spaventare, rimani dove sei". Per un attimo, ti chiedi se stai sognando. Se magari qualcuno ha sciolto qualcosa in quello che hai bevuto (vecchia leggenda metropolitana, credo). Ma poi la voce riprende: "Luigi, non piangere, adesso la mamma ti viene a prendere". Ti tiri un pizzicotto ma non ti svegli. E allora ti rendi conto che in realtà è impossibile fuggire: la mamma italiana, incurante di qualunque sovrastruttura socio-culturale, di qualunque usanza, di qualunque differenza di lingua, riuscirà sempre a farsi sentire. Forse persino in Tibet...
Tanti saluti a tutti e un po' di fusa da Nora.
P.S. Se la mamma del piccolo Luigi dovesse leggere questo blog, mi faccia sapere se ha poi ritrovato il suo frugoletto, ne sarei curiosa!
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By Serena Penni on
14/04/2010 22.04
Nora è a mia gattiina (o il mio gattino, visto che il veterinario ha detto che è femmina al 99%!). Adesso è qui con me, mi sta più o meno distruggendo placidamente la casa - ha appena fatto una passeggiatina sulla tastiera. E'proprio una gattina (o un gattino) dolcissima, " 'uuunnn è ppperché llll'è lllla mia", come dicono le mamme (e a volte, ma un po' meno spesso, i papà) fuori dalle scuole, dalle piscine, dalle palestre e da tutti i potenziali luogi di competizione per "figlioli e figliole"
Ma passiamo ad argomenti meno frivoli. Mercoledì 21 aprile vi aspetto numerosi e trepidanti al Gabinetto Vieusseux per la presentazione del mio saggio "Beatrice Cenci di Alberto Moravia". Non fatevi spaventare dalla parola "saggio": secondo me - ma forse sono giusto un filino di parte - non è affatto noioso, perché parla di una vicenda tragica, realmente accaduta nel tardo Rinascimento romano, e di come Moravia ha saputo trarne una tragedia del tutto novecentesca. Adesso non voglio tediarvi: trovate maggiori informazioni direttamente sulla pagina del sito dedicata al volume, ma insomma, venite e basta! Vi aspetto, non trovate strane scuse!
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14/04/2010 22.04
Nora è a mia gattiina (o il mio gattino, visto che il veterinario ha detto che è femmina al 99%!). Adesso è qui con me, mi sta più o meno distruggendo placidamente la casa - ha appena fatto una passeggiatina sulla tastiera. E'proprio una gattina (o un gattino) dolcissima, " 'uuunnn è ppperché llll'è lllla mia", come dicono le mamme (e a volte, ma un po' meno spesso, i papà) fuori dalle scuole, dalle piscine, dalle palestre e da tutti i potenziali luogi di competizione per "figlioli e figliole"
Ma passiamo ad argomenti meno frivoli. Mercoledì 21 aprile vi aspetto numerosi e trepidanti al Gabinetto Vieusseux per la presentazione del mio saggio "Beatrice Cenci di Alberto Moravia". Non fatevi spaventare dalla parola "saggio": secondo me - ma forse sono giusto un filino di parte - non è affatto noioso, perché parla di una vicenda tragica, realmente accaduta nel tardo Rinascimento romano, e di come Moravia ha saputo trarne una tragedia del tutto novecentesca. Adesso non voglio tediarvi: trovate maggiori informazioni direttamente sulla pagina del sito dedicata al volume, ma insomma, venite e basta! Vi aspetto, non trovate strane scuse!
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27/03/2010 20.17
Oggi, esposizione/competizione di gatti alla Fortezza. Mici meravigliosi di tutte le forme e dimensioni. Mici dal pelo corto, mici dal pelo lungo, mici senza pelo, mici molto (ma molto) piccoli, mici molto (ma molto) grandi, mici con gli occhi azzurri, mici con gli occhi gialli, mici con gli occhi arancioni... Ma tutti questi mici erano rinchiusi nelle gabbie, e c'erano cartelli che invitavano i visitatori a non toccarli perché avrebbero potuto attaccare loro delle micosi (non sto scherzando, giuro, c'era scritto!!! Da piccoli, ci dicevano di non toccare i gatti perché LORO avrebbero potuto attaccare a NOI delle malattie.... Ma si vede che i tempi sono cambiati :). Poi, un po' in disparte, su un cuscino morbido, c'era lui, il Gigante Buono (così viene chiamata quella razza), un enorme gattone rosso dal pelo lungo, libero da ingabbiamenti vari e bendisposto verso le coccole di ogni tipo. Si pavoneggiava tranquillo, consapevole del suo fascino ma mai superbo... Tenuto conto di quante persone lo avranno accarezzato, il Gigante Buono, a detta dei fanatici, avrebbe dovuto essere tutto una micosi, invece sembrava sprizzare salute da tutti i pori, per fortuna!
Tornata a casa, ancora pervasa dall'euforia felina, ho cercato su internet gli allevamenti di gatti certosini e ho telefonato a un tipo. Questo, secondo la mia richiesta, poco dopo mi ha mandato una mail con le foto dei gattini che vende. Il suo messaggio si concludeva con: "mi raccomando, se decide me l'ho faccia sapere quanto prima..." Evviva la curtura!!!
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27/03/2010 20.17
Oggi, esposizione/competizione di gatti alla Fortezza. Mici meravigliosi di tutte le forme e dimensioni. Mici dal pelo corto, mici dal pelo lungo, mici senza pelo, mici molto (ma molto) piccoli, mici molto (ma molto) grandi, mici con gli occhi azzurri, mici con gli occhi gialli, mici con gli occhi arancioni... Ma tutti questi mici erano rinchiusi nelle gabbie, e c'erano cartelli che invitavano i visitatori a non toccarli perché avrebbero potuto attaccare loro delle micosi (non sto scherzando, giuro, c'era scritto!!! Da piccoli, ci dicevano di non toccare i gatti perché LORO avrebbero potuto attaccare a NOI delle malattie.... Ma si vede che i tempi sono cambiati :). Poi, un po' in disparte, su un cuscino morbido, c'era lui, il Gigante Buono (così viene chiamata quella razza), un enorme gattone rosso dal pelo lungo, libero da ingabbiamenti vari e bendisposto verso le coccole di ogni tipo. Si pavoneggiava tranquillo, consapevole del suo fascino ma mai superbo... Tenuto conto di quante persone lo avranno accarezzato, il Gigante Buono, a detta dei fanatici, avrebbe dovuto essere tutto una micosi, invece sembrava sprizzare salute da tutti i pori, per fortuna!
Tornata a casa, ancora pervasa dall'euforia felina, ho cercato su internet gli allevamenti di gatti certosini e ho telefonato a un tipo. Questo, secondo la mia richiesta, poco dopo mi ha mandato una mail con le foto dei gattini che vende. Il suo messaggio si concludeva con: "mi raccomando, se decide me l'ho faccia sapere quanto prima..." Evviva la curtura!!!
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